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Vitamina D: il dosaggio corretto tra UI, gocce e capsule
UI o µg, 800 o 4000, gocce o capsule? Cosa dicono LARN, BfR ed EFSA sulla vitamina D e quale forma è adatta a voi.
Pochi nutrienti vengono integrati così spesso come la vitamina D — e pochi sollevano altrettante domande. Cosa significa «UI», perché su alcune confezioni c'è scritto «µg»? Le gocce sono meglio delle capsule? E quanto è davvero troppo? Questa guida mette in ordine numeri e forme farmaceutiche dal punto di vista del farmacista, per scegliere un prodotto adatto alla propria situazione. Tutti i prodotti a base di vitamina D in assortimento sono nella nostra pagina dedicata alla vitamina D.
Perché la vitamina D è un caso a parte
A rigore la vitamina D non è una vitamina classica: l'organismo la produce da sé quando i raggi UVB colpiscono la pelle. In Italia il sole basta per gran parte dell'anno, ma nei mesi invernali — soprattutto al Nord — la produzione endogena cala molto e il corpo vive delle riserve dell'estate. Le società scientifiche concordano che la sola alimentazione — pesce grasso, uova, alcuni funghi — copre solo una piccola parte del fabbisogno.
Per gli integratori alimentari nell'UE sono autorizzate, tra le altre, queste indicazioni: la vitamina D contribuisce al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo, al mantenimento di ossa normali, al mantenimento della normale funzione muscolare e alla normale funzione del sistema immunitario. Per i bambini vale inoltre: la vitamina D è necessaria per la normale crescita e lo sviluppo delle ossa nei bambini.
UI e microgrammi: una conversione da conoscere
Sulle confezioni incontrate due unità. UI (unità internazionali, in inglese IU) è l'indicazione storica, microgrammi (µg) quella prescritta dall'etichettatura UE. La conversione è semplice:
- 1 µg = 40 UI
- 400 UI = 10 µg
- 800 UI = 20 µg
- 1000 UI = 25 µg
- 2000 UI = 50 µg
- 4000 UI = 100 µg
Chi sa leggere entrambe le unità confronta i prodotti più in fretta — e si accorge che «2000 UI» e «50 µg» sono esattamente la stessa cosa. Il valore di riferimento (VNR) per l'etichettatura è 5 µg, cioè 200 UI. Per questo su molte confezioni compaiono percentuali come «400 %» o «1000 %»: non è un avvertimento, ma solo il rapporto con questo valore di riferimento basso.
Quanta vitamina D raccomandano le autorità?
Tre numeri contano nella pratica:
- 15 µg (600 UI) al giorno è l'assunzione raccomandata dai LARN italiani per gli adulti, che sale a 20 µg (800 UI) oltre i 75 anni; la società tedesca DGE indica 20 µg come stima in assenza di produzione endogena.
- 20 µg (800 UI) al giorno è anche la quantità massima che l'istituto tedesco BfR raccomanda per gli integratori alimentari.
- 100 µg (4000 UI) al giorno è il livello massimo tollerabile (UL) fissato dall'EFSA per adulti e ragazzi dagli 11 anni — da tutte le fonti insieme. Per i bambini da 1 a 10 anni è 50 µg (2000 UI), per i lattanti 25-35 µg.
Tra la raccomandazione di 600-800 UI e il limite di 4000 UI c'è un intervallo ampio. I prodotti da 1000 o 2000 UI vi si collocano e sono spesso consigliati in farmacia — per dosi giornaliere più alte è opportuno avere un valore del sangue. Si misura la 25-idrossi-vitamina D nel siero: valori da 50 nmol/l (20 ng/ml) sono considerati sufficienti, valori sotto 30 nmol/l (12 ng/ml) indicano carenza. Chi conosce il proprio valore non dosa alla cieca.
Gocce, capsule o compresse?
La forma farmaceutica non cambia il principio attivo — il colecalciferolo (vitamina D3) è presente in tutte e tre. Cambia però quanto siete flessibili, comodi e precisi nel dosare.
Gocce: flessibili, per tutta la famiglia
Le gocce di vitamina D sono in Italia la forma più diffusa, e a ragione: una goccia contiene in genere da 200 a 500 UI, così la dose si adatta finemente a età e fabbisogno — un flaconcino può servire più membri della famiglia. Le gocce sono disciolte in olio (spesso MCT o oliva), coerente con la liposolubilità della vitamina. Svantaggio: bisogna contare. Verificate sempre in etichetta l'indicazione «UI per goccia», perché varia molto da un produttore all'altro; un prodotto da 2000 UI per goccia è tutt'altra cosa rispetto a uno da 200.
Capsule: dose fissa, nessun errore di conteggio
Le capsule molli contengono vitamina D3 in quantità fissa, di solito 1000, 2000 o 4000 UI, anch'esse in olio. Sono adatte agli adulti che assumono regolarmente una dose precisa e non vogliono fare calcoli. L'olio nella capsula favorisce l'assorbimento indipendentemente dal fatto che al pasto ci fossero grassi.
Compresse: compatte ed economiche
Le compresse sono la forma più economica, spesso combinate con calcio o vitamina K2. Poiché non contengono olio, andrebbero assunte a un pasto con grassi — la vitamina D, liposolubile, si assorbe molto meglio insieme ai grassi alimentari. Chi ingoia una compressa a stomaco vuoto con acqua perde parte della dose.
E gli spray?
Gli spray orali sono un'alternativa per chi non riesce a deglutire capsule. La dose per erogazione è fissa, l'uso semplice; il prezzo per UI è in genere più alto.
Ogni giorno o ogni settimana?
Poiché la vitamina D si deposita nel tessuto adiposo, è possibile anche un'assunzione settimanale: 7 × 1000 UI al giorno e 1 × 7000 UI alla settimana portano a livelli comparabili. In Italia sono diffuse le somministrazioni singole ad alto dosaggio (per esempio 25.000 UI ogni due settimane) — si tratta però di farmaci, prescritti dal medico, che non fanno parte dell'assortimento di un negozio online di integratori. Per l'autogestione, l'assunzione giornaliera o settimanale in quantità moderate è la via migliore e più sicura.
A cosa fare attenzione inoltre
- Le combinazioni con vitamina K2 sono popolari ma non adatte a tutti: chi assume antagonisti della vitamina K (per esempio warfarin) può integrare la vitamina K solo dopo aver consultato il medico.
- Le combinazioni con calcio hanno senso se l'apporto di calcio da latticini o acqua minerale è basso — altrimenti aumentano inutilmente l'assunzione totale.
- Patologie preesistenti: in caso di malattie renali, sarcoidosi o calcio alto nel sangue la vitamina D va gestita dal medico.
- Lattanti: nel primo anno di vita la profilassi con vitamina D è indicata dal pediatra — non si sostituisce con gocce acquistate liberamente.
- Minerali come il magnesio vengono spesso proposti insieme alla vitamina D; se la combinazione ha senso dipende dalla vostra alimentazione, non dal marketing.
La vitamina D dalla farmacia italiana
I produttori italiani hanno una lunga tradizione nelle gocce di vitamina D — flaconcini da 10 a 50 ml con dosaggio chiaro per goccia, oltre a capsule e compresse masticabili per adulti. Il nostro assortimento nella categoria Vitamine e minerali riunisce queste marche accanto a produttori internazionali come Solgar. Tutti gli articoli sono prodotti originali del canale farmacia; tempi e costi di consegna sono nella pagina Spedizione e pagamento.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. In gravidanza, allattamento, in presenza di patologie o in caso di assunzione di farmaci chiedete al medico o al farmacista.
Domande frequenti
Posso andare in sovradosaggio con la vitamina D?
Sì. A differenza delle vitamine idrosolubili, la vitamina D si accumula. Quantità elevate per lungo tempo — nettamente oltre il limite EFSA di 4000 UI al giorno — possono alzare il calcio nel sangue, con conseguenze per reni e vasi. Rispettate la dose raccomandata e, per quantità maggiori, fate controllare il valore nel sangue.
Devo continuare a prendere la vitamina D in estate?
Chi in estate sta regolarmente all'aria aperta con braccia e viso scoperti produce di norma abbastanza vitamina D da solo. Molti riducono la dose in estate o sospendono. Con lavoro in ufficio, protezione solare costante o pelle più scura la produzione può comunque essere bassa — il valore nel sangue dà certezza.
Vitamina D2 o D3: qual è la differenza?
La D3 (colecalciferolo) è la forma che l'organismo produce da sé e alza il livello nel sangue in modo più affidabile della D2 (ergocalciferolo) di origine vegetale o fungina. Per vegane e vegani esiste oggi la D3 da licheni, prodotta senza materie prime animali.